Il sughero, pur partecipando alla crescita dell'albero, non concorre alle funzioni attive della vegetazione e per questo motivo può essere staccato dall'albero senza comprometterne l'esistenza.
Questa proprietà sta alla base dello sfruttamento della quercia da sughero (Quercus suber L.). Il sughero che viene staccato dalla pianta la prima volta, chiamato "sughero maschio", è molto grossolano e si ottiene da piante di 25-30 anni. Il successivo strato di sughero che si forma, il "sughero femmina", si recupera ad intervalli di tempo di 9-10 anni nelle foreste di pianura e di 10-12 in quelle di montagna. Perciò la quercia da sughero diventa produttiva oltre i 40 anni e tale rimane fino a 200 anni e più: l'esemplare più vecchio oggi conosciuto si trova in Portogallo, ha oltre 210 anni ed è tuttora in produzione.
La qualità del sughero è correlata alle condizioni ecopedologiche della sughereta, all'età e allo stato vegetativo delle piante, al loro corredo genetico. Dopo la raccolta, il sughero viene sottoposto ad un periodo di stagionatura all'aperto della durata di 8-12 mesi; con l'esposizione all'aria il sughero si essicca, perde gran parte della polvere rossa contenuta nelle lenticelle (aperture a forma tondeggiante disposte in modo da permettere scambi gassosi tra i tessuti interni e l'esterno della pianta), migliora le sue caratteristiche tecnologiche, ed in particolare la morbidezza e l'elasticità. Segue la prima bollitura in acqua per 1-1.5 ore, a seguito della quale si abbassa la carica microbica, si estraggono le sostanze idrosolubili (tannini, sali minerali), si ammorbidisce il tessuto suberoso rendendone più facile la lavorazione.

Le plance di sughero grezzo vengono poi suddivise nelle diverse categorie di qualità e conservate in ambiente aerato e asciutto. Non esistono norme precise a cui fare riferimento, per cui la classificazione viene effettuata in maniera diversa, puramente soggettiva, nei vari paesi produttori e gli scambi commerciali avvengono sulla base di campioni di materia prima. La qualità più ricercata è densa, liscia, omogenea, senza nodi, senza ineguaglianze, senza fori né crepe. All'interno della stessa classe, le plance vengono suddivise per spessore. Le plance più spesse vengono utilizzate per la produzione dei tappi monopezzo, quelle più sottili per la produzione delle rondelle. Le plance, dopo classificazione, vengono riunite in balle e conferite all'industria trasformatrice, dove vengono immagazzinate. Un compendio degli accorgimenti razionali di lavorazione delle plance è riportato nella Tabella 1.
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Tabella 1 - Influenza delle fasi di lavorazione della plancia grezza sulla qualità del tappo e del vino.
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Fase della lavorazione
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Raccomandazioni
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Effetti del cattivo trattamento
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Sughero sulla pianta
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Evitare trattamenti delle foreste con fitofarmaci contenenti clorofenoli
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Cessione di pentaclorofenolo alla plancia.
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Decortica della pianta
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Selezione delle plance scartando quelle difettose (attaccate da Armillaria mellea, verdonate o perforate dagli insetti).
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Gusto di tappo.
Scarsa tenuta del tappo.
Rottura del tappo.
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Stagionatura
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Non meno di 6 mesi.
Utilizzo di pallets di legno per evitare il contatto con il terreno, sufficiente aerazione. Non usare pallets trattati con pentaclorofenolo.
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Sviluppo di microrganismi.
Cessione di pentaclorofenolo alla plancia.
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Bollitura
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In acqua per 1-1.5 ore a temperatura vicino a 100°C. Controllare la presenza di sostanze (es. tannini...) nell'acqua di bollitura. Cambiare frequentemente l'acqua.
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Cessione di sostanze tanniche al vino (gusto di sughero).
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Immagazzinamento
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2-4 settimane in ambiente aerato per evitare che le muffe sviluppate sulla superficie penetrino all'interno del tessuto suberoso.
Evitare il contatto con il terreno.
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Gusto di muffa.
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