Produzione di Tappi e Rondelle
Le plance vengono riumidificate mediante una seconda bollitura in acqua per almeno 30 minuti, in modo da renderle più morbide, e lasciate asciugare in ambienti ben ventilati. Le plance vengono poi tagliate in strisce di larghezza corrispondente alla lunghezza del tappo che si vuole ottenere. In questo modo, una volta che il tappo sarà inserito nella bottiglia, la porosità naturale del sughero (dovuta soprattutto alle lenticelle) risulterà orientata perpendicolarmente rispetto al vetro. Dalle strisce di sughero si ricavano i tappi con macchine fustellatrici costituite da lame rotanti. Per la fabbricazione delle rondelle, le strisce di sughero vengono tagliate in lamelle di 6-8 mm di spessore, dalle quali si ricavano le rondelle per fustellatura.
I tappi vengono poi smerigliati, per regolarne le dimensioni, selezionati elettronicamente o manualmente, per eliminare i pezzi difettosi, e infine lavati. Il lavaggio con prodotti sbiancanti e disinfettanti ha lo scopo di pulire, disinfettare e migliorare l'aspetto estetico. Fino agli anni '80, i tappi erano trattati con soluzioni contenenti prodotti ossidanti a base di cloro (generalmente ipocloriti). È in quel periodo che diversi ricercatori hanno messo in relazione questo tipo di lavaggio con la comparsa nel tappo di odori e sapori anomali, per cui il lavaggio a base di cloro è oggi scomparso. Attualmente è molto diffuso l'uso dei perossidi (acqua ossigenata, acido peracetico, perossido di sodio, ecc.) che hanno grande efficacia disinfettante; questo tipo di trattamento ha però bisogno di un accurato controllo nella fase del risciacquo, per evitare la presenza nei tappi di residui di sostanze fortemente ossidanti. Un trattamento che permette di eliminare completamente la microflora dai tappi, senza danneggiare la struttura del sughero, è il calore secco a 115 ºC. In questo caso i tappi mantengono il loro colore naturale. Infine i tappi vengono essiccati a temperatura relativamente bassa (80 ºC), per estrarre anche l'acqua contenuta al loro interno, portando il tenore di umidità ad un valore inferiore al 6-7%. I tappi vengono suddivisi in classi, timbrati, sporati (cioè scossi per allontanare la polvere), lubrificati e chiusi ermeticamente in sacchi di materiale plastico, dove devono essere conservati fino al momento dell'uso per evitare contaminazioni. La lubrificazione permette una più facile estrazione del tappo dal collo della bottiglia e migliora l'impermeabilità del sughero. Il trattamento deve essere scelto in funzione del tipo di vino che si deve imbottigliare, del tempo di conservazione del vino in bottiglia, della zona geografica di destinazione. I prodotti utilizzati devono essere chimicamente inerti, inodori, non tossici e devono rispettare le norme di legge stabilite per i materiali in contatto con gli alimenti. Esistono numerosi lubrificanti, come paraffine, siliconi, cere naturali, emulsioni polimeriche, ecc. L'uso di paraffine dà ottimi risultati nel rendere il tappo più ermetico ed impermeabile, anche se esiste la possibilità della incollatura del tappo al collo della bottiglia, difetto che si può evitare con l'uso di paraffine ad alto punto di fusione. Il trattamento più diffuso attualmente è però l'uso di lubrificanti di natura siliconica, il cui impiego non presenta inconvenienti e permette di stappare la bottiglia agevolmente. Un compendio degli accorgimenti razionali da applicare nelle fasi finali di lavorazione dei tappi è esposto nella Tabella 3. I tappi accoppiati (o compensati) si ottengono dalle plance riumidificate o tagliando su misura le varie parti e successivamente incollandole tra loro, oppure fustellando strisce di sughero ottenute incollando tra loro più strati di sughero di basso spessore (15-20 mm). Le fasi finali di lavorazione sono uguali a quelle già descritte per i tappi monopezzo.
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Influenza delle fasi di lavorazione del tappo sulla qualità del tappo e del vino.
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Fase della lavorazione
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Raccomandazioni
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Effetti del cattivo trattamento
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Tiratura in bande e fustellatura
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Il diametro dei turaccioli deve essere il più vicino possibile allo spessore delle plance.
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Scarsa tenuta.
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Lavaggio
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Effettuare l'ultimo lavaggio con acqua per evitare la presenza di residui di lavaggio nei tappi.
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Formazione di cloroanisoli (gusto di tappo). Ossidazione dei vini.
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Essiccazione
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Umidità finale massima del 6-7%.
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Possibile sviluppo di microrganismi.
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Lubrificazione e timbratura
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Trattamenti superficiali con prodotti di qualità garantita che mantengano le loro proprietà anche con elevati sbalzi termici.
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Scarsa tenuta. Difficoltà alla stappatura.
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Imballaggio e spedizione
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Stoccaggio in locali adatti (disinfettati, ventilati, U.R. 50-70%, temperatura 15-20 ºC).
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Utilizzare i tappi entro 12 mesi Assorbimento di sostanze volatili dall'ambiente.
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Produzione di Tappi Agglomerati
La produzione di tappi tecnici si è sviluppata negli ultimi decenni, sia per dare una destinazione alle plance di spessore molto basso, sia per recuperare la massa di cascami di lavorazione dei tappi monopezzo. I tappi tecnici sono fabbricati unendo tra loro granuli di sughero con sostanze collanti. Dalla plancia bollita si ottiene per triturazione il granulo di sughero che viene poi vagliato per separare le impurezze (frammenti di corteccia ecc.) e frazionato in funzione del peso specifico: solo i granuli con minore peso specifico (45-70 kg/m3) vengono utilizzati per la produzione dei tappi. Le colle più diffuse sono elastomeri, a base di poliuretano o butadiene opportunamente polimerizzati, o lattici naturali. Esse devono avere un forte effetto agglomerante in modo da conferire al tappo finito una elevata resistenza alla compressione ed alla torsione; infine non devono cedere sostanze al vino. Le cannelle di agglomerato possono essere prodotte per estrusione. L'agglomerato viene mescolato alla colla e spinto attraverso un estrusore costituito da un tubo riscaldato, del diametro del tappo che si vuole produrre, dove il collante solidifica. Un pistone spinge la cannella verso l'uscita dell'estrusore. Dalla cannella si tagliano tappi della lunghezza desiderata. La densità del tappo può essere condizionata, entro certi limiti, dalla forza di compressione e dall'attrito dell'agglomerato contro le pareti dell'estrusore. Un altro metodo per produrre tappi agglomerati è quello a stampo: una quantità nota di granulato e di legante viene pressata, a caldo, in uno stampo delle dimensioni del tappo. Con questo sistema si garantisce una densità media costante. Con il metodo a blocchi si pressa la miscela granulo/legante in uno stampo rettangolare (1 m x 50 cm x 20 cm di spessore) che viene poi posto in forno per la polimerizzazione del legante. I blocchi di agglomerato così ottenuti vengono fustellati con la produzione del tappo. Il sistema brevettato per distribuzione centrifugata del granulo richiede l'uso di un'apposita apparecchiatura, costituita da un tubo elicoidale nel quale ruota una vite che comprime il materiale. Si ottengono così delle barre molto compatte e con una distribuzione omogenea dei granuli di sughero. Al corpo agglomerato si possono poi applicare le rondelle mediante l'uso di un collante, dello stesso tipo di quello utilizzato per produrre il corpo.